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Convegno di studi 18 novembre 2006
Il Centro di Studi sui Castelli di Montagnana, in collaborazione con il Comune e con il patrocinio della Provincia di Padova, ha organizzato l’incontro di studio sul tema “Oltre le mura. L’apparato delle cinte fortificate medievali. Riconoscimento, salvaguardia, valorizzazione”, che si è svolto sabato 18 novembre 2006 (ore 9.00 – 13.30) nella Sala Veneziana di Castello S.Zeno in Montagnana.
Le mura di cinta, considerate simbolo dei castelli e delle città medievali, sono generalmente oggetto di attenzioni, di cura e di attrazione turistica. Meno considerato è spesso il sistema in cui esse erano originariamente incardinate e da cui erano potenziate, servite e a loro volta difese, sia all’esterno che all’interno: fossato, controscarpe, canali, rivellini e bastie, canali, pozzi e cunicoli sotterranei, strade di servizio, etc. In rari casi tale sistema è ancora visibile e integro (Montagnana ne è un esempio), spesso è celato, smantellato o gravemente compromesso. Pregiudiziale per la sua tutela è quindi la riscoperta e la riaffermazione della cinta difensiva come sistema complesso e non singolo manufatto.
Il Centro di Studi sui Castelli di Montagnana, fondato nel 1956 per iniziativa comunale e costituito grazie alle idee e all’opera dell’ ing. Stanislao Carazzolo (1888-1984), ha inteso proseguire con questo incontro di studi il suo ultracinquantennale impegno di conoscenza del patrimonio monumentale medievale italiano e di valorizzazione della propria città murata.
La mattinata, svolta nel complesso del Castel San Zeno, si è sviluppata con l’apporto di studiosi ed esperti italiani di storia, archeologia medievale e di castellologia.
Dopo i saluti delle Autorità (il sindaco Giuseppe Mossa e l’Assessore provinciale Massimo Giorgetti), ha aperto le comunicazioni scientifiche il prof. Aldo A. Settia, docente emerito di Storia Medievale presso l’Università degli Studi di Pavia con un excursus sui termini linguistici ritrovati in documenti del secoli dal X al XIII riferentisi a parti dei sistemi difensivi esterni in uso nei castelli dell’Italia nei secoli e la cui piena comprensione richiede allo storico un approfondimento esegetico data la grande varianza degli stessi.
Si è passato, quindi, ad illustrare alcune risultanze di campagne archeologiche effettuate in siti castellelogici e alto-medioevali nell’Italia padana, quali esempi di ricerca in grado di restituire nuove e più ampie informazioni sulla struttura e la loro funzione. La dr.ssa Lisa Cervini, collaboratrice della cattedra di Archeologia Medievale e dell’Alto Medioevo all’Università di Padova (tenuta dal prof.Gian Pietro Brogiolo) ha illustrato i risultati delle ricerche condotta nel castello di Monzambano (BS).
Il prof. Sauro Gelichi, docente di Archeologia medioevale presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità e del vicino Oriente dell’Università “Ca Foscari” di Venezia, ha presentato le risultanze di una ricerca condotta nell’area del Castello di Formigine (sec. XIII), ai piedi dell’Appennino modenese, portando ad una interessante comparazione fra dati dei documenti storici e le risultanze emerse dallo scavo, con particolare riguardo all’effettiva evoluzione dell’uso e de tipi di insediamento nel sito osservato.
L’ing. Dino Palloni, del Consiglio scientifico dell’Istituto Italiano Castelli (I.I.C.) e membro della Sezione Emilia-Romagna dello stesso Istituto, ha portato l’attenzione sullo studio di alcune strutture (rivellini, scarpe e controscarpe, etc) a rinforzo e protezione delle cinte di fortificazione, sinora lasciate senza adeguate interpretazioni.
Infine, il prof. Leone Parolo, ricercatore del Centro di Studi sui Castelli di Montagnana e originale interprete di aspetti ignoti o trascurati degli antichi manufatti, ha concluso con una comunicazione, dettagliata da un ricco apparato iconografico, sulle difese più estese opere periferiche di difesa della città fortificata di Montagnana, quali il sistema idrologico e di terrapieni (‘argine padovano”) post fra Montagnana (sotto il controllo padovano) e la prossima Bevilacqua (territorio scaligero-veronese).
La densa giornata si è conclusa alle ore 14, con l’impegno, da parte del Comitato direttivo di pubblicare gli atti del Convegno e di continuare gli appuntamenti di approfondimento sui temi propri del Centro di Studi.
Un'immagine dei lavori (intervento del prof. Leone Parolo)

